Niccolò Palomba
Biografia
La sua carriera ruota attorno al cinema documentario e sperimentale, ha lavorato con autori come Roland Sejko, Marco Spagnoli e Gianfranco Pannone. Il suo lavoro è stato presentato nella sezione Orizzonti Extra della 78ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (La macchina delle immagini di Alfredo C. di Roland Sejko), riconosciuto due volte con il Nastro d’Argento dalla SNGCI — per il miglior docufilm e per il miglior documentario nella sezione spettacolo, ex aequo (Franco Battiato — La voce del padrone) — e selezionato due volte tra i finalisti al David di Donatello per il miglior documentario. Parallelamente al lavoro sul set, dal 2004 al 2006 ha presieduto il Cineclub Detour di Roma — fondato nel 1997 nel rione Monti, affiliato alla Federazione Italiana Circoli Cinema e poi tra i membri fondatori del circuito europeo Kino Climates — uno dei punti di riferimento storici del cinema indipendente e di ricerca nella capitale. Niccolò Palomba è membro della AIC (Associazione Italiana Autori della Fotografia Cinematografica) e di Imago (Federazione Europea dei Direttori della Fotografia).
La sua filmografia attraversa in filigrana un tema ricorrente: la materialità e la storia dell’immagine in movimento. Da Paramount Pictures e l’Italia a Lucherini ne ho fatte di tutti i colori, da La macchina delle immagini di Alfredo C. — girato in Super 16mm con una Arri restaurata appositamente per le riprese — fino al più recente La nostra magnifica ossessione — Bernardo Bertolucci e la sua generazione, ha contribuito a raccontare sullo schermo il dispositivo cinematografico attraverso le sue figure, le sue tecnologie e le sue trasformazioni.
Lo stesso filo conduttore attraversa il suo lavoro da regista. Nel 2021 ha firmato Mariuschenka, cortometraggio documentario prodotto da Cinecittà: un ritratto in prima persona del fotografo Caio Mario Garrubba, raccontato attraverso la voce e i ricordi di Alla Folomietova Garrubba, sua compagna di vita e assistente del regista Nikita Mikhalkov. Il film è stato selezionato in numerosi festival internazionali, tra cui l’Asolo Art Film Festival e il Buenos Aires International Film Festival.
Il rapporto con gli strumenti dell’immagine, però, non è solo curatoriale. Nel 2009 ha progettato e autocostruito un adattatore per montare ottiche fotografiche 35mm su telecamere broadcast, in un’epoca in cui questi sistemi erano la frontiera della cinematografia video. Il prototipo offriva circa due terzi di stop di luce in più rispetto agli adattatori commerciali dell’epoca — una soluzione poi superata dalla diffusione delle HDSLR, che di lì a poco avrebbero ridefinito il mercato. Negli anni la sua ricerca si è poi concentrata sugli strumenti per la riflessione e la modellazione della luce e sullo sviluppo di flussi di lavoro per il set, in collaborazione con alcuni studi di postproduzione.
Dal 2024 ha esteso questa pratica al software, sviluppando e testando attraverso Pongo Studio — il ramo digitale della sua casa di produzione Balene Film — strumenti per filmmaker che spaziano dal lavoro in pre-produzione, al set e alla post — costruiti con la stessa attenzione che un direttore della fotografia riserva alla scelta di un’ottica. È una continuazione, in altra forma, dello stesso interesse autoriale che attraversa il suo lavoro sul set: comprendere, restaurare, e quando serve costruire da capo gli strumenti con cui si fanno le immagini.
Filmografia selezionata
Cinema sul cinema
Cinema del reale
Finzione
Lavoro personale
Costruire l’immagine
L’Arri restaurata
Per girare La macchina delle immagini di Alfredo C. ho voluto usare una vera Arri Super 16mm. Cinecittà mi ha aiutato a rintracciarne una al REC di Roma, un rental storico della città, e l’abbiamo restaurata appositamente per le riprese. Era un film sulla memoria materiale del cinema: doveva essere girato con lo strumento di quella memoria, non con la sua imitazione digitale.
L’adattatore 35mm
Nel 2009 ho progettato e autocostruito un adattatore per montare ottiche fotografiche 35mm su telecamere broadcast, nel passaggio tra video e cinema digitale. Il prototipo offriva circa due terzi di stop di luce in più rispetto agli adattatori commerciali dell’epoca — una soluzione poi superata dalla diffusione delle HDSLR, che di lì a poco avrebbero ridefinito il mercato.
Cineclub Detour
Dal 2004 al 2006 ho presieduto il Cineclub Detour di Roma — fondato nel 1997 nel rione Monti, affiliato alla F.I.C.C. e poi tra i membri fondatori del circuito europeo Kino Climates — uno dei punti di riferimento storici del cinema indipendente e di ricerca nella capitale. Cultura cinematografica, costruzione di una comunità e impegno pubblico attorno all’immagine.
Pongo Studio
Con Pongo Studio estendo la stessa indagine al software. Non filtri, ma simulazioni fisiche e ottiche di sistemi precisi — pellicola, tubi catodici, sensori broadcast.